Aspettando il cambiamento

Danzaterapia per trasformare in arte ansia e attacchi di panico


Ai primi sintomi di forte stress o attacco di panico, chiedi aiuto!

Attività fisiche che sostengono:
danzaterapia metodo Marìa Fux per comprendere ansia, stress e attacchi di panico.

La paura dello spazio si comprende con l'arte dello spazio

Come superare il senso di vuoto e di devastazione che rimane addosso dopo un attacco di panico?
Come non aver paura, ai primi sintomi di disagio, che non stia per scatenarsi una crisi imminente?
Come non alimentare la paura della paura dell'attacco di panico?


La danzaterapia dà risposte

La danzaterapia è un luogo speciale, ovattato, una zona protetta dove sperimentare il movimento e senza rischio mettersi alla prova, confrontarsi con lo spazio, se stessi e gli altri.
L'angoscia diminuisce, le ipotesi negative vengono confutate dalla pratica. Il disagio trova una sua collocazione e si trasforma in arte.
Un territorio di creatività, di musica e silenzi, dove il corpo può finalmente affermare: "Ho deciso di esprimermi".
Per comprendere dal dentro ciò che accade fuori.


La danzaterapia è un'opportunità per togliersi la maschera dell'ansia che, come tutti i sintomi, nasconde solo qualcosa di più importante e profondamente sepolto dentro di noi.
La danzaterapia è un tempo diverso; per osservare se stessi attraverso l'altro e lasciar affiorare tutta la bellezza di cui il corpo è capace e le proprie infinite potenzialità.
La danzaterapia è il sorriso del cambiamento: l'arte dello spazio.



Paura di attraversare uno spazio aperto, accompagnata spesso da vertigini e angoscia. L’agorafobia induce il soggetto a evitare di attraversare piazze, strade, spazi aperti ecc. Nei casi più gravi l’individuo rimane quasi sempre in casa o esce solo se accompagnato. A volte l’agorafobia è accompagnata da attacchi di panico, crisi di forte paura o disagio a cui si associano svariati sintomi (disturbi del respiro, tachicardia, sudorazione, sensazione di svenimento, tremori, timore di morire, ecc.).


CLAUSTROFOBIA

Claustrofobia, il terrore di non trovare una via d'uscita
Sentirsi obbligati a fare sei piani a piedi anche se l'ascensore funziona perfettamente per non rischiare di restare chiusi dentro. È questa la situazione che meglio esprime una delle fobie più conosciute: la claustrofobia. Questo disturbo può essere l'unica spia di uno stato di ansia che per il resto rimane "sommerso", o può accompagnarsi ad altri sintomi psichici: agorafobia, ipocondria, ansia generalizzata. In tutti i casi l'esposizione alla situazione temuta, e talora anche solo l'idea di affrontarla, può far scattare un intenso attacco di panico. La persona che soffre di claustrofobia può aver avuto anche solo un attacco in passato, ma ciò è bastato a creare la fobia, un'irrazionale e paralizzante terrore di situazioni simili o analoghe, e di conseguenza a evitare tutte le situazioni "chiuse" che potrebbero far emergere nuovamente la claustrofobia.


Se la nascondiamo la claustrofobia si rafforza

Benché la claustrofobia sia un problema diffuso e decisamente fastidioso, viene spesso trascurato proprio da chi ne soffre: si cerca di non dichiararlo - cosa quasi impossibile - inventando qualsiasi scusa per spiegare le "strane" rinunce e i comportamenti di compromesso, si pensa che forse un giorno la claustrofobia passerà da sola o al contrario che non c'è niente da fare, si assumono farmaci "alla bisogna" spesso del tutto fuori dal controllo medico. Ed è sbagliato perché nel tempo la claustrofobia si struttura come abitudine di vita, come equilibrio psichico quotidiano, sostenuto da meccanismi cerebrali che si cronicizzano. Perciò va curata bene, evitando psicofarmaci e comprendendo il senso della propria claustrofobia, che può essere assai diverso da altri che pure ne soffrono allo stesso modo.  


Possibili cause della claustrofobia

Se il cervello produce la claustrofobia c'è sempre un motivo, o anche più d'uno. Riconoscerlo è essenziale per rimuoverlo alla radice e tornare a vivere liberamente.
- Pericolo: si sta vivendo una situazione esistenziale, affettiva o professionale che appare senza via d'uscita.
- Pressione: da troppo tempo si viene sottoposti a forti pressioni, richieste, aspettative e giudizi, a cui non ci si sottrae o non si può reagire.
- Trauma: si è di recente vissuto un evento traumatico (un incidente, un borseggio...) che ha fatto temere per la vita propria o di una persona cara.
- Trasformazione: si conduce una vita che non viene più sentita come propria, ma non si riesce ancora a fare cambiamenti.
- Cerebralità: la vitalità è stata intrappolata dalla ragnatela della razionalità, che vuole controllare tutto. Mancano azione di cuore, d'istinto e d'anima.



Cosa fare: accetta il problema e rinuncia alle terapie d'urto

Non forzarti
- Nello stato in cui sei le prove di forza potrebbe anche peggiorare le cose. Accetta al momento il problema claustrofobia e non vergognartene.
Ricontatta il corpo
- Sono molto utili massaggi e tecniche corporee che, con assoluta gradualità, ti facciano percepire il corpo come un amico sicuro, come la tua casa.
Scrivi i sogni
- Fallo almeno per qualche settimana. Essi ti sveleranno il cuore del problema. Poi, se lo ritieni, potrai chiedere a uno psicoterapeuta di aiutarti a coglierne il senso.
Fai modifiche indirette
- Individuato il vero problema restane consapevole ma non attaccarlo in modo diretto. Cambia invece lo schema della giornata e della settimana: orari, ritmi, scaletta, percorsi. Se lavori in modo strutturato, agisci sul tempo restante.
Aspetta la forza
- Ora attendi che la "scelta di cambiamento" ti si presenti senza che tu ci abbia pensato. Lascia che prenda forza dentro di te: devi solo aspettare.
(Come superare la claustrofobia. RIZA.it - La via del benessere.)


Valentina Vano danzaterapia
Milano, MI, Italia.
www.metodomariafux.com
danzaterapia@ymail.com
tel. 339.4805.033

Incontri di danzaterapia in gruppo e individuali, training corporeo per superare ansia, stress e attacchi di panico.
Metodologia applicata: Marìa Fux
Orientamento: artistico
Contenuti psicoterapeutici: no


Sull'argomento:

Cosa è la danzaterapia? Domande e risposte sul metodo Fux




Danzare l'ascolto

 Seminario di danzaterapia

Maria Fux


Milano, sabato 26 maggio 2012 dalle 9 alle 13.

Il valore dell'esperienza musicale applicata alla danzaterapia nella metodologia di Marìa Fux:


Training danzato di avvicinamento corporeo al linguaggio sonoro.

“Come mi pongo di fronte a un brano musicale? Cosa  mi dice la musica? Quali segreti racchiude dentro di sé”?


Docente:
Valentina Vano
www.metodomariafux.com
danzaterapia@ymail.com
tel. 339 4805033


Il seminario è aperto a tutti e non è richiesto alcun requisito previo.
In particolare è dedicato a coloro che vogliono approfondire o fare un'esperienza di danzaterapia metodo Fux privilegiando la visione dell'ascolto musicale; artisti, insegnanti, educatori, medici e psicologi e a tutti coloro che abbiano sperimentato su di sé o nell'attività professionale il potere terapeutico dell’Arte e della musica associate al movimento.


Con...Tatto / integrazione in danzaterapia





Con...Tatto
Laboratorio di danzaterapia
aperto a tutti, vedenti e non.
Conduce Valentina Vano 

Ogni giovedì pomeriggio dalle ore 17 alle 18
Iscrizioni sempre aperte
Costo:     95 euro /  quota unica adulti (per tutto l'anno)
GRATIS / GIOVANI SOTTO I 24 ANNI

Via Vivaio, 7 - Milano
Per info tel. 339.4805.033


Toccare con gli occhi, vedere con le mani

Danzaterapia: lo spettacolo

Sala Barozzi eccoci qui!

La magnifica Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Sabato 25 giugno
via Vivaio, 7
Dalle ore 16 alle 17.30

Le donne e gli uomini del Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS presenteranno varie attività danzanti per raccontare un anno di suoni ed emozioni sul prestigioso palco della sala Barozzi.
Ammirerete danzatrici che si esibiranno nelle dolci movenze della danza del ventre facendo fluttuare nell'aria veli colorati.
Sarà inoltre possibile seguire la dimostrazione di Ariola Dedaj, vincitrice del titolo Italiano di Danza Sportiva del 2010.
Assisterete ad una presentazione creativa del gruppo di DanzaTerapia sotto la conduzione di Valentina Vano e, una rappresentanza del Corso del Circolo Culturale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Milano Paolo Bentivoglio, vi guiderà attraverso le note dei balli lisci tradizionali.
Un’occasione per raccogliere fondi a favore di attività che, proprio come questa, permettono al
G.S.D. non vedenti Milano ONLUS di riunire insieme persone di età diverse, vedenti ma anche no, che hanno in comune lo stesso gusto per la vita!
L’espressività personale passa attraverso la musica e il movimento, ma soprattutto passa da chi danza a chi guarda o ascolta.
Per essere parte del fluido magico dello spettacolo che passerà dal palco alla platea, ma soprattutto da ciascuno di voi a ciascuno di noi, vi aspettiamo numerosi!


PRESENTAZIONE DI DANZATERAPIA

Musiche e suoni: incontro in movimento
 “Dovunque tu vada, vacci con tutto il cuore”

Eccoci qui, raggianti di emozione per aprire le danze in questa meravigliosa Sala Barozzi.
La nostra proposta è  e sarà, a dir poco inusuale ed il nostro desiderio è mostrarvi con la massima semplicità quello che succede abitualmente durante un incontro di danzaterapia. 
Avvertirete suoni e voci inconsueti che daranno vita ad un paesaggio di sensazioni dove il corpo è sovrano. Verremo continuamente chiamati ad esplorare movimenti sconosciuti e la creatività nascosta dentro di noi potrà trovare spazio per manifestare tutta la bellezza che abita il nostro corpo e che chiede soltanto di venire fuori.

Del resto la voglia di danzare è patrimonio di tutti e nasce dall'esigenza legittima ed irrinunciabile, di potersi muovere. La danzaterapia è un ponte che infonde il coraggio necessario per trasformare i “NON posso” in “SI’ posso”.

Acquisire padronanza nello spostare il corpo nello spazio è importante ma poterlo fare con ARMONIA è qualcosa che ci dà enorme gratificazione e piacere e che vogliamo mostrarvi.
Il nostro corpo è un corpo espressivo! 
Mentre ci collochiamo dinnanzi a voi, percepiamo già questo spazio invisibile e vivo che stiamo respirando assieme, e che sostiene i nostri corpi così come voi siete sostenuti dalle vostre sedie.

I nostri movimenti sono liberi come il  vento, non si possono imprigionare in sequenze apprese a memoria; questo è il frutto di un lungo lavoro sul senso profondo dell’improvvisazione e sulla libertà del gesto che poi è l’essenza stessa della danzaterapia. 

Qui ognuno è Maestro di se stesso. 


Le musiche ed i suoni della terra nel loro intrecciarsi, ci guideranno nello spazio e ci porteranno a trasformare ogni scontro in incontro perché nel nostro cammino, ogni individuo è persona attraverso altre persone.
Danzare permette di conoscere gli altri, ed attraverso gli altri, se stessi. Noi siamo qui oggi perché abbiamo accettato il dubbio, l’incertezza, il rischio di sbagliare, il senso di spaesamento e abbiamo aperto il corpo al confronto perché sbagliando la strada, si impara a conoscere la propria.
Ringrazio il nostro Presidente, Francesco Cusati, persona coraggiosa e gentile che conosce il valore di quell’indipendenza e autonomia che ha il sapore della conquista;
Ringrazio questo Spazio che tanto abbiamo pensato ed  immaginato e di cui oggi finalmente sentiamo il respiro.
Buon ascolto e buona visione da parte di tutto il gruppo di danzaterapia dell’Istituto dei Ciechi di Milano, e dalla docente del corso Valentina Vano.

Interpreti e coreografi di se stessi:
Angela Tosi
Laura Sellitto 
Silvia Zaru
Antonio Lupo Pasini
Dario Gandolfi

Arte del movimento all'Unitre di Milano



Accademia Universitaria di Danza e Movimento Artistico


Quando si smette di imparare si comincia ad invecchiare: 
la voglia d'imparare non invecchia mai ma bisogna esercitarla. 

E oltre alle nozioni c'è l'esperienza. 

Le capacità di apprendere vengono limitate non tanto dal fattore età, quanto dalla mancanza di formazione continua. Troppe volte chi non è più giovane rinuncia a imparare cose nuove perché teme di non conseguire buoni risultati e non ha più voglia di mettersi in gioco.


CORSO DI DANZA CREATIVA
ISPIRATA ALLA DANZATERAPIA DI MARIA FUX






Prof.ssa Valentina Vano

www.metodomariafux.com






Quando il movimento diventa espressivo, diventa per tutti.
Il corso, dai contenuti ampiamente collaudati, è destinato a un pubblico adulto che desidera svolgere un’attività fisica non faticosa in un clima di spensieratezza e allegria: un suggestivo percorso di crescita personale e armonizzazione del gesto.

Movimento, divertimento, creatività ma anche impegno e sperimentazione saranno gli ingredienti per ritrovare la propria energia, l'eleganza, la voglia di fare e la buona salute. Il metodo si ispira alle più moderne tecniche di movimento americane (Marìa Fux). Sono invitate a partecipare persone adulte di tutte le età, non è richiesto alcun requisito o conoscenza previa.


L'insegnante:

Valentina Vano è artista e danzaterapista italiana specializzata in danza contemporanea orientata alle nuove forme di movimento. Si è formata a Buenos Aires nello Studio di Danza Creativa della coreografa argentina Maria Fux con la quale ha condiviso anche il palcoscenico. Titolare di una borsa di studio vitalizia presso l’omonimo Studio, ha portato a termine l’intero percorso formativo e i numerosi anni di specializzazione in Argentina sotto la guida di Maria Fux che ne ha curato personalmente anche la supervisione. Dopo una lunga esperienza lavorativa a Buenos Aires è tornata in Italia e attualmente insegna nella città di Milano nella maniera più fedele possibile all'esempio della Maestra creatrice dell’originale metodo artistico di movimento, improvvisazione e riabilitazione.



Contatti:
Prof.ssa Valentina Vano
tel. 339.4805.033
visita il sito web della docente
e-mail: danzaterapia@ymail.com




                                        
UNITRE MILANO

Università delle tre età

Segreteria per informazioni ed iscrizioni:
tutti i giorni, esclusi i festivi
Via San Calocero 16 - 20123 Milano
Tel. 02.5810.2458 - 02.8941.5017 - 02.5811.8319

Orario:
da lunedì a venerdì: 9,30 - 21,00 (orario continuato)

Indirizzo web:
www.unitremilano.com

E-mail:

segreteria@unitremilano.com



PRESENTAZIONE ATTIVITÀ UNITRE MILANO





L’Università delle Tre Età – Unitre Milano propone oltre mille corsi e laboratori appartenenti ai vari campi del sapere: arte, comunicazione, filosofia, fitness-benessere, lettere, lingue, musica, ecologia, economia, diritto, fisica, matematica, medicina, politica, psicologia, religione, storia, scienze tradizionali, informatica, laboratori artistici, attività fisico-sportive, teatro, ballo, foto, cinema, liberamente frequentabili (mattino, pomeriggio e sera) nel numero che si desidera con la sola quota di adesione.


Accanto alle lezioni non mancano altri momenti significativi quali conferenze, convegni, incontri, seminari, manifestazioni, presentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali, turistiche e di tempo libero, orientamento e counselling psicologico.

Visita il sito web dell'università:

Danzaterapia per guardare il mondo

Toccare con gli occhi, vedere con le mani

Dora - Studio di Danza Creativa Marìa Fux - Buenos Aires


"E noi, proprio noi, non solo vediamo il mondo, ma lo guardiamo dai campi di sci sulle montagne più alte, dalle barche a vela su laghi e mari profondi, dai rettangoli di equitazione, dai diamanti di baseball e dai poligoni di tiro con l'arco, dalle piste di pattinaggio e dai circuiti di atletica, e ancora non abbiamo finito! Non ci servono occhiali per vedere questo mondo meraviglioso, lo vediamo attraverso lo sport!"


Danzaterapia al Gruppo Sportivo Non Vedenti Milano ONLUS

Il Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti Milano ONLUS si occupa, da quasi 30 anni di diffondere e promuovere le varie discipline praticabili dai disabili della vista attraverso l’organizzazione di corsi specifici, di manifestazioni e di gare.

Fondato nel 1980, il Gruppo sin dall'inizio ha organizzato corsi, manifestazioni e tornei di diverse discipline. Ne è un esempio il Torneo internazionale di torball "Città di Milano" che si svolge, senza interruzioni, il secondo sabato di maggio sin dal lontano 1980.

Nel 1990 ci siamo affiliati all'allora Federazione Italiana Sport Disabili (FISD), attualmente C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico), e negli ultimi anni abbiamo intensificato la nostra attività.

Tutti i nostri corsi, tenuti da istruttori specializzati, si svolgono in alcune strutture di Milano e provincia. Accanto ai corsi di ginnastica, nuoto, torball si sono aggiunti, di recente, corsi di pattinaggio sul ghiaccio, di pilates, di baseball, di GAG, di Showdown, di Tiro con l'arco e di arrampicata sportiva.

Il Gruppo, inoltre, si impegna a favorire la pratica di altre attività quali atletica, calcio, tandem, sci alpino, sci nordico, equitazione e vela.

Organizziamo ogni anno, una settimana bianca che si svolge a gennaio e alcune uscite sulla neve. Dal 2007 organizziamo anche una setimana blu presso alcune famose località balneari. Nel 2007 abbiamo anche proposto una settimana verde a Falcade (BL). Alcuni nostri soci praticano l'equitazione presso il maneggio "Fattoria Laghetto" di Merate. Altri soci praticano la vela autonoma promossa e diffusa dall'associazione Homerus e l'attività subaquea in collaborazione con l'HSA Italia.

Abbiamo anche una squadra di torball che milita in serie B e una storica squadra di baseball, il Thunder's five, a cui si è aggiunta, dal 2006, la nuova e agguerrita formazione dei lampi, che partecipano al campionato nazionale organizzato dall'Associazione Italiana Baseball per Ciechi (AIBXC).

A partire dal 2007, allineandosi alle vigenti normative, il nostro sodalizio ha operato una trasformazione societaria divenendo un Gruppo Sportivo Dilettantistico ONLUS.

Attualmente i soci sono circa un centinaio distribuiti fra atleti, guide, tecnici e simpatizzanti.

Il nostro impegno è anche verso una sempre maggiore diffusione e comunicazione delle nostre attività. A questo riguardo abbiamo realizzato un opuscolo rivolto a genitori, insegnanti e tutti coloro che hanno a che fare con non vedenti, che illustra le discipline e i corsi che noi promuoviamo. Potete leggere la presentazione dell'opuscolo e se siete interessati potete richiedere una copia contattando direttamente la nostra segreteria.

Notevole contributo allo svolgimento delle nostre attività viene fornito dalla sezione dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Milano, dall'Istituto dei ciechi di Milano, dagli enti locali e da alcuni sponsor a cui va un sentito ringraziamento. 
Per concludere, cogliamo l'occasione per salutare con riconoscenza tutte le nostre guide, i nostri tecnici e i nostri amici che, con il loro costante impegno, contribuiscono alla crescita del nostro movimento.

Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano ONLUS 
Via Vivaio, 7 
20122 Milano 
Tel/fax: 02.76004839 
website: http://www.gsdnonvedentimilano.org


Corso/laboratorio di danzaterapia metodo Marìa Fux


Decisamente affermata anche questa disciplina, ogni anno continuano le richieste per il rinnovo di questo corso, che si svolgerà tutti i giovedì dalle 17.00 alle 18.00 a partire da ottobre, presso la Palestra dell’Istituto dei Ciechi di via Vivaio, 7,  a Milano.


L'incaricata per le iscrizioni sarà la coordinatrice sig.ra Angela Tosi,

E-MAIL angela.tosi-lupo@poste.it
La quota di partecipazione è di 95,00 € (quota unica per tutto l'anno).
Giovani sotto i 25 anni, gratis (i costi del corso sono coperti dal Gruppo Sportivo per promuovere l'attività fisica tra i giovanissimi).




Invece, per avere informazioni sui contenuti del corso, eventuali dubbi o domande, scrivere o telefonare all'insegnante, Valentina Vano, al seguente indirizzo: danzaterapia@ymail.com

Telefono: 339.4805.033


Improvvisazione in danzaterapia (Gruppo integrato / Buenos Aires)


Cosa è la danzaterapia?

Un sistema di riabilitazione corpo/mente che utilizza il movimento e in particolare la danza per ottenere dei cambiamenti e dei miglioramenti nello stato psico-fisico di salute della persona.

Cosa è il metodo Fux?

E' il metodo artistico di danzaterapia. Utilizza il movimento, la musica e la danza per costruire forme d'improvvisazione spontanee che, attraverso la valorizzazione del limite e la creazione di un linguaggio proprio sempre differente, è in grado di produrre cambi importanti nella persona. Non si avvale di contenuti psicoterapeutici.

Quali sono gli obiettivi del metodo Fux?

Mettere il corpo in condizione di incontrare il movimento e, quando non possibile, fomentare lo sviluppo delle risorse interiori per dialogare con la propria immobilità.
Con il tempo e la continuità i limiti ed i confini del nostro corpo potranno essere ridisegnati per poter riconoscere meglio se stessi ed andare incontro all'ambiente circostante in maniera più armonica e corretta. Riconoscere direttamente la vera forma delle cose ci permetterà di collocarci nel mondo e nella vita di tutti i giorni valorizzando la realtà, qualunque essa sia, accrescendo il senso di responsabilità necessario per aumentare il grado di soddisfazione personale  e di accettazione dei conflitti.

A chi si rivolge la danzaterapia di Marìa Fux?

La danzaterapia di Marìa Fux è davvero un metodo universale. E' dedicata a tutto il pubblico in generale, senza limiti di età, con o senza deficit. Non è quindi richiesta alcuna esperienza previa nel settore dell'arte o del movimento né è richiesto alcun requisito fisico particolare.

Considerando che l'essenza del metodo Fux è il  "dialogo con lo Spazio" inteso come Spazio Interiore, dentro di noi, e Spazio Esteriore, fuori di noi, si comprende facilmente che rappresenti una vera sfida per il non vedente che, sebbene attraverso l'arte e l'allegria ed il rispetto del proprio Limite, sarà chiamato a maturare esperienze vive nel misurarsi con l'elemento spaziale che, una volta incorporate e capitalizzate, gli saranno utili per affrontare altro tipo di questioni nel quotidiano e, soprattutto, risolvere problemi.

Chi è Valentina Vano?
Valentina Vano è artista e danzaterapista italiana specializzata in danza contemporanea orientata alle nuove forme di movimento. Si è formata a Buenos Aires nello Studio di Danza Creativa della coreografa argentina Maria Fux con la quale ha condiviso anche il palcoscenico. Titolare di una borsa di studio vitalizia presso l’omonimo Studio, ha portato a termine l’intero percorso formativo e i numerosi anni di specializzazione in Argentina sotto la guida di Maria Fux che ne ha curato personalmente anche la supervisione. Dopo una lunga esperienza lavorativa a Buenos Aires è tornata in Italia e attualmente insegna nella città di Milano nella maniera più fedele possibile alla scuola della Maestra creatrice dell’originale metodo artistico di movimento, improvvisazione e riabilitazione.




Per informazioni generali: 


Valentina Vano
Danzaterapista, Milano, MI, Italy
www.metodomariafux.com
danzaterapia@ymail.com
tel. 339.4805.033

Lezioni di danzaterapia individuali e di gruppo.
Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.
Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per affinare un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.
Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.




L'essenza artistica della danzaterapia Fux

Il metodo che nasce dal teatro

Il Teatro Colòn di Buenos Aires
Photography by Roger Schultz

La danzaterapia di Marìa Fux è la sintesi di una vita nella danza. La sua creatrice, oggi novantenne, ha trascorso ottanta anni di vita sul palcoscenico creando spettacoli e coreografie dalla linea inafferrabile. Marìa Fux ha sfidato le consuetudini per esibirsi spesso da sola, danzando il silenzio o improvvisando il movimento sulle parole dei poeti, da Federico Garcìa Lorca ai suoi contemporanei argentini.
Marìa ha sempre risposto alla necessità di sorprendere se stessa, il proprio corpo, di rompere con il "già visto ". Dal palcoscenico del Teatro Colòn, perla della sua amata e mai lasciata Buenos Aires, agli scenari di tutto il mondo, ci ha consegnato un metodo sofisticato e creativo, dai contorni delicati e spesso sfuggenti come lo è la sua vita.

Lo straordinario potenziale educativo e terapeutico delle attività artistiche è stato ampiamente valutato e riconosciuto sin dall'antichità. Tuttavia nessuna delle arti sembrerebbe poter essere equiparabile, per gli effetti benefici che produce, alla danza e alla musica.
A partire da circa la metà degli anni '60, ha luogo in Argentina - da dove poi rapidamente si diffonde negli altri Paesi latinoamericani ed europei - lo sviluppo simultaneo di danzaterapia (Marìa Fux) e musicoterapia (Rolando Benenzon), in qualità di specialità terapeutiche non verbali alternative, con i rispettivi bagagli teorici.

giovedì 24 gennaio 2002

Alla ballerina e coreografa Marìa Fux, indiscutibile pioniera della danza moderna del nostro Paese, erede di Isadora Duncan, dobbiamo i primi progressi nel campo della danzaterapia. Profondamente interessata all'esplorazione del gesto e degli effetti della danza nel recupero dei bambini, giovani e adulti con diversi disturbi o patologie, non esita ad integrare persone con problemi particolari nei suoi gruppi pedagogici e artistici.
Nel corso di vari decenni di attivo e proficuo lavoro sperimentale, Marìa Fux elabora una metodologia dai tratti originali, ampiamente riconosciuta oggi in ambito internazionale, all'interno del quale l'artista è invitata permanentemente a tenere conferenze e seminari.
Il lavoro e gli insegnamenti di Marìa Fux costituiscono senza dubbio una novità genuina che è motivo di orgoglio per la nostra cultura.
Buenos Aires, febbraio 2006
Di Violeta de Gainza - Presidente Onorario del Foro Latinoamericano di educazione musicale, Presidente e membro fondatore dell'Associazione Argentina di Musicoterapia.


Informazioni generali:

Valentina Vano

Danzaterapia e Movimento Creativo
Milano, MI, Italy
danzaterapia@ymail.com
telefono: 339.4805.033


Lezioni di danzaterapia individuali e di gruppo.
Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.
Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per affinare un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.
Il metodo applicato (Fux) è rigorosamente artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.

Tipi di Milano: noi, quelli dell'agorafobia


Fin dai tempi dell'antica Grecia è stato descritto un disturbo che provoca paure irragionevoli in persone che per il resto possono non avere problemi psicologici. Solo verso la fine del 1800 questo tipo di problema ha cominciato a essere conosciuto con il nome di agorafobia, che, tradotto letteralmente, vuol dire paura ("fobia") della piazza del mercato ("agorà"). Con l'avvenire della modernità questo termine ha acquistato il significato più generale di paura dei posti pubblici o degli spazi aperti.
Recenti ricerche portano a concludere che le paure dei posti pubblici o degli spazi aperti non sono che le conseguenze di una paura sottostante, cioè la paura del panico o di avere un attacco d'ansia.
Gli attacchi di panico sono molto comuni. Solo poche persone però hanno attacchi frequenti che compromettono gravemente la qualità della loro vita quotidiana. Quando gli attacchi di panico sono frequenti o quando la persona passa una buona parte del suo tempo in preda alla paura del prossimo attacco di panico, si può dire che soffre del  "disturbo di attacchi di panico".


Centro de Danza Creativa Marìa Fux, Buenos Aires, seminario 2010
Photography  www.angeliandrea.com

Alcune persone colpite da attacchi di panico non cambiano sostanzialmente il loro modo di vivere, altre cominciano ad evitare situazioni particolari per paura di poter avere lì un attacco. Si parla allora di evitamento. L'evitamento è dovuto principalmente a tre ragioni:

  1. La persona evita le situazioni che pensa possano dar luogo a un attacco, ad esempio i negozi dopo aver avuto più attacchi di panico proprio nei negozi; vengono evitate particolarmente le situazioni da cui sia difficile uscire (e quindi a cui non ci si possa sottrarre facilmente nella speranza di interrompere un eventuale attacco di panico) o in cui sia difficile ottenere aiuto;
  2. oppure evita certe situazioni per paura delle conseguenze sociali che potrebbe avere un attacco di panico se si verificasse proprio lì; ad esempio, se ha paura di urinare durante un attacco di panico, può evitare i luoghi dove la gente si può accorgere facilmente di questa perdita di controllo,
  3. oppure evita le situazioni dove avere un attacco di panico potrebbe essere pericoloso, ad esempio smette di guidare la macchina per paura di avere un incidente.
Nella nostra esperienza, quasi tutte le persone che hanno attacchi di panico arrivano prima o poi, per l'uno o l'altro dei motivi suddetti, ad evitare determinate situazioni.
Va notato che non è necessario aver avuto davvero un attacco di panico in una situazione per evitarla, ma basta credere che in quella situazione lo si avrebbe. Non contano quindi solo le esperienze negative reali, ma anche quelle che si vivono nel pensiero e nell'immaginazione.



Le situazioni che più frequentemente vengono evitate sono luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, spazi ristretti, posti lontani da casa o posti dove è difficile ottenere aiuto.
Va sottolineato che l'agorafobia, qualunque sia la situazione evitata, dipende dalla stessa paura di base, quella di avere un attacco di panico, e quindi può essere fondamentalmente considerata come una fobia o paura degli attacchi di panico, che ha poi come conseguenza l'evitamento delle situazioni o attività che secondo la persona che ne soffre potrebbero provocare gli attacchi o impedire la fuga od ostacolare l'arrivo d'aiuto.
La distinzione tra la paura fondamentale o primaria e le paure derivate o secondarie o situazionali (cioè legate a specifiche situazioni) è molto importante. Chi è affetto da agorafobia deve infatti imparare a controllare la paura primaria, cioè quella degli attacchi di panico. La consapevolezza di riuscire a tenere sotto controllo l'ansia e il panico permette poi di affrontare le situazioni evitate fino ad allora.
La paura primaria dell'agorafobia è spesso descritta come paura di svenire o di cadere per terra, o di avere un infarto, o di impazzire, o, più generalmente, di perdere il controllo di sé.


Agorà - Stoà di Attalo - Photo by  Deve82  www.flickr.com/photos/devedeve/


In genere le persone che soffrono di stati ansiosi ritengono di essere eccezioni. Dopotutto la tendenza della persona che soffre di agorafobia è quella di evitare. Pertanto se la maggior parte degli individui agorafobici evita sarà molto improbabile che si incontrino. Visto anche l'imbarazzo, la comunicazione relativa al disturbo diventa piuttosto complessa. L'isolamento e l'evitamento sono tendenze tipiche di chi soffre di agorafobia.
Evitare di parlarne ed evitare situazione non permette alla persona di sapere quanto il problema sia effettivamente diffuso e soprattutto quanto sia possibile migliorare e risolvere la maggior parte dei sintomi con terapie psicologiche non farmacologiche brevi e mirate.


In questo quadro, come pratica di movimento corporeo in stretta integrazione con un intervento psicologico,  si innesta con successo la danzaterapia metodo Marìa Fux. Abbiamo visto come l'attacco di panico affondi le sue radici nel corpo vivo, come si espanda nella pelle di chi lo evoca nutrendosi dell'immaginario della persona, come    si traduca in sensazioni fisiche ben riconoscibili e che fanno paura, terrorizzano il soggetto. L'arte del movimento quale è la danzaderapia, riaccende il contatto con il corpo, permette di accettare e riconoscere i sintomi di quel disagio, di riaprire il dialogo con il proprio corpo prima, durante e dopo l'attacco di panico costruendo un filo di comunicazione reale con il disturbo vero e proprio, per trasferire i suoi effetti devastanti in una simbologia amica che aiuti a osservarlo senza fuggire per dirgli finalmente:  "Sei parte di me ma non mi fai più paura". Da ultimo, ma non meno importante, acquisisce massimo rilievo la possibilità di apprendere a padroneggiare le dinamiche che si scatenano nella dimensione corpo/spazio, cioè cosa succede quando il corpo si immerge e si proietta nello spazio, spazio grande, spazio piccolo, è questo il vissuto in cui si annida il difetto di comunicazione responsabile del primo, rovinoso e indelebile episodio di attacco di panico. 



Marìa Fux nel suo Studio di Buenos Aires: lavoro sul Limite
Troppo spesso il farmaco ansiolitico (esistono preparati molti diffusi come len, lexotan, xanax, ecc.) viene utilizzato o portato con sè anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
I farmaci, nella maggior parte dei casi, non aiutano la cura e non sono necessari; dal punto di vista psicologico si dovrebbero utilizzare soltanto in casi rari in cui ci sia un reale rischio di problemi cardio-vascolari. Nella maggior parte dei casi l'uso del farmaco diviene "patogenetico" ovvero si inserisce nel "loop disfunzionale" che caratterizza il paziente con agorafobia.
Significa che se il farmaco potrebbero ridurre il sintomo poco dopo la sua assunzione, difficilmente la persona riuscirà a fare a meno di essi, ovvero si potrebbe creare una forma secondaria di dipendenza scatenando il circolo vizioso dell'assuefazione e poi della sensibilizzazione (il paziente non può più fare a meno del preparato chimico ed è costretto ad aumentarne il dosaggio per poterne rinnovare la sensazione benefica). In questi casi il farmaco viene visto come una "ancora di salvezza" e sarà portato sempre con sé perché, in fondo, diremo a noi stessi "non si sa mai". Quando ciò avviene ecco che il farmaco non permette alla persona di "risolvere" realmente il problema. L'agorafobia si può combattere solo mettendo in atto meccanismi di crescita personale, di faticosa riabilitazione attraverso la richiesta di aiuto agli specialisti del settore e presa di coscienza del sé e del proprio corpo attraverso la presa di contatto con il Limite e la danzaterapia favorisce questo processo. Mai imboccando la scorciatoia del farmaco o dell'autocommiserazione. 




Valentina Vano danzaterapia
Milano, MI, Italia.
danzaterapia@ymail.com
tel. 339.4805.033

Incontri di danzaterapia in gruppo e individuali, lavoro corporeo per superare ansia, stress e attacchi di panico.
Metodologia applicata: Marìa Fux.
Orientamento: artistico.
Contenuti psicoterapeutici: no.